Acciaio, previsioni non catastrofiche: lieve recupero in Italia

Il mercato dell’acciaio, in Italia e a livello mondiale, è in una fase di incertezza. Si rilevano anomalie marcate tra andamento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti, e tra l’andamento delle quotazioni in Cina e nel resto del modo.

«Le materie prime siderurgiche rimangono relativamente care, in special modo il minerale ferroso che ora ha superato i livelli di gennaio, tornando a quelli dell’estate 2019. Anche il rottame sta tenendo, con oscillazioni di entità tutto sommato contenuta». Sono i prodotti finiti, lunghi e in particolar modo piani, ad aver ceduto terreno. Per questo, «i margini dei produttori sono sotto pressione», in particolare in Europa e negli Stati Uniti, mentre in Cina le quotazioni dei coils a caldo sono in recupero.
Lo ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, Stefano Ferrari, nel corso del webinar di siderweb “Mercato & Dintorni”, che aveva al centro la ripartenza dopo il ritorno alla “nuova normalità” post emergenza Covid-19. Un evento in collaborazione con UBI Banca, sponsorizzato da Coface, Danieli Automation, Metallurgica Legnanese e RICREA, e patrocinato da Assofermet, Assofond e Federacciai.

Si tratta di «anomalie che, nonostante il processo di regionalizzazione in corso, danno l’impressione di essere troppo forti per durare nel tempo. Quindi a breve-medio termine è attesa una correzione, anche se al momento non è chiaro quale strada prenderanno i prezzi».
Secondo il sondaggio al quale hanno risposto in forma anonima gli operatori siderurgici che hanno partecipato al webinar, è attesa una stabilità di prezzo per il rottame. Più decisa la ripresa che il mercato intravede per le quotazioni di tondo per cemento armato e coils a caldo.

«Credo che sia una previsione convincente. Sul rottame potrebbe essere molto importante quello che succederà in Germania ad agosto, e cioè se ci saranno lievi aumenti o meno. Quanto ai prodotti finiti, credo che sia pressoché inevitabile la tendenza a un riequilibrio dello spread tra materia prima e prodotto finito» ha detto nel proprio intervento Alessandro Banzato, presidente di Federacciai e Acciaierie Venete.
Quanto alla produzione di acciaio italiana, «si sta vedendo un lieve recupero. Il fatto che a giugno si sia registrato un calo “solo” del 13% tendenziale potremmo definirlo incoraggiante, dopo il -42,5% di aprile e il -16,3% di maggio. E non dimentichiamoci che l’ex Ilva, il player più importante in Italia, sta viaggiando su livelli produttivi minimali. Se questa graduale ripresa dovesse consolidarsi nei prossimi mesi – ha previsto Banzato – potremmo pertanto ipotizzare una chiusura dell’anno a -15%, in linea con le previsioni per l’Europa. La mia speranza è che si possa fare qualcosa di meglio, anticipando il deciso recupero previsto per il 2021».

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