APe Social e Quota 41 senza certificazione: decorrenza invariata

Se un lavoratore presenta una seconda domanda di certificazione del diritto all’APe Social o pensione precoci (quota 41) che viene accolta, e contestualmente alla prima domanda (che era stata respinta) aveva presentato anche la domanda di pensione vera e propria, quest’ultima resta valida e rappresenta il riferimento per il trattamento previdenziale.

Il punto è il seguente: la domanda di APe Sociale o di pensione precoci con quota 41, come è noto, viene presentata in due tempi. Prima si chiede all’INPS la certificazione dl diritto, e successivamente, in caso di accoglimento di questa prima domanda, si presenta la richiesta definitiva.

La certificazione del diritto può essere richiesta anche prima che vengano definitivamente maturati tutti i requisiti: ci sono regole precise in questo senso, dettagliate nelle varie circolari applicative. Ad esempio, il requisito di età può non essere ancora presente nel momento di presentazione della domanda di certificazione del diritto, ma deve essere maturato entro la fine dell’anno. Se invece, nel momento in cui presenta la domanda di certificazione del diritto, il lavoratore ha già maturato tutti i requisiti per la prestazione, ha la possibilità di presentare le due domande contestualmente. E’ questa la casistica a cui si riferisce il chiarimento.

Le due domande (certificazione del diritto e richiesta trattamento) vengono lavorate in due momenti diversi. Ebbene, se il lavoratore nel frattempo presenta una seconda richiesta di certificazione del diritto, che viene accolta, automaticamente rende valida la domanda di accesso alla prestazione che aveva già presentato.

Esempio: domanda di accesso alla prestazione presentata il 20 febbraio 2019, contestualmente alla domanda di accesso all’APe. L’INPS non accoglie la richiesta di certificazione del diritto, e il lavoratore la ripresenta, questa volta validamente, il 15 aprile. Resta valida la decorrenza pensione prevista dalla prima domanda di accesso alla prestazione, che era stata presentata il 20 febbraio.

La precisazione è rilevante perché la norma prevede che l’APe venga versato a partire dal primo mese successivo a quello di presentazione della domanda. Quindi, nell’esempio sopra indicato, nel momento in cui l’INPS certifica il diritto alla prestazione, rende valida la prima domanda di APe, che era stata presentata il 20 febbraio. La decorrenza del trattamento sarà il primo marzo.
Si tratta quindi di una prassi che va incontro al lavoratore: se in effetti aveva già tutti i requisiti nel momento di presentazione della prima domanda, l’istituto previdenziale riconosce il diritto alla prestazione con la decorrenza originaria. Naturalmente, nel momento di presentazione della prima domanda dovevano già essere stati maturati tutti i requisiti richiesti.

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