Ast, crisi ordinativi ottobre superata. Futuro di Thyssen affidato a Martina Merz

Niente più stop produttivo, almeno sino alla notte di Halloween, troppo presto invece per avere il quadro della situazione sui volumi produttivi dei prossimi mesi, quando la casa madre di Ast, Thyssen, costretta a svelare i risultati del gruppo, sarà nel pieno di un’ennesima riorganizzazione dopo la nomina al vertice di Martina Merz, già membro del consiglio di vigilanza, prima donna a ricoprire l’incarico di Ceo della società tedesca, come riportato da Siderweb ne giorni scorsi.

Cassa integrazione Ast L’apertura della cassa integrazione ordinaria per un calo delle commesse ha generato, all’interno dell’acciaieria di Terni, un clima di timori purtroppo non nuovo dalle parti di viale Brin. Non sono mancate iniziative di mobilitazione, allarmismi istituzionali, prese di posizione, tantomeno incontri tra sindacati di categoria e vertici Ast. I numeri inizialmente diffusi dall’azienda sono stati notevolmente ridotti ma dai piani alti del colosso dell’inox non era mai stata fatta piena luce sul mix e sui volumi produttivi del periodo autunnale. Per questa ragione, su richiesta delle sei sigle sindacali rappresentate (Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb) l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, ha nuovamente incontrato i segretari provinciali.

Acciai speciali Terni Dopo l’ennesima introduzione volta a rimarcare le difficoltà di mercato legate alla concorrenza asiatica, il numero ha avuto così modo di rassicurare le parti sociali sul ricorso all’ammortizzatore: ad ottobre nessun altro giorno di fermo impianti oltre quelli già comunicati nei giorni scorsi. In particolare, l’ingegnere avrebbe reso noto che per il mese in corso ci sono 65 mila tonnellate di ordinativi tra black (acciaio grezzo), Laf (laminati a freddo) e Nac (nastri a caldo). Purtroppo però non sarebbe stato possibile stimare i volumi dei mesi successivi, mentre sono stati forniti i numeri dei lavoratori interinali ai quali non è stato rinnovato il contratto: sono in tutto sei, 4 operai e 2 impiegati.

Martina Merz nuovo Ceo Thyssenkrupp Prosegue nel frattempo la protesta delle maestranze dell’impianto Bramme 3 per i tagli al personale. Ma il lavoro interno ai siti di Acciai speciali Terni per l’autunno non è l’unico rebus del momento. Un’incertezza ben più pesante regna infatti sull’intera casa madre Thyssenkrupp. Dopo l’addio di Heinrich Hiesinger, che aveva annunciato la vendita di Ast, e l’uscita di scena di Lehner, è recentemente saltato anche Guido Kerkhoff, nominato Ceo del gruppo nell’estate dello scorso anno. Nel corso del suo breve mandato, almeno due le azioni degne di nota: il ricorso contro lo stop alla joint venture con Tata steel e l’avvio di un processo di riorganizzazione che passasse per il taglio dei rami secchi e la vendita di almeno una parte del business Elevator. Cosa ne sarà dei suoi piani, lo rivelerà il nuovo amministratore delegato Merz nei prossimi dodici mesi.

Fonte Umbria24

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