AST Terni. Burelli: «2020 nero, ma irripetibile»

L’estate di Acciai Speciali Terni, oltre che dagli interrogativi relativi al possibile futuro del sito – dopo che thyssenkrupp ha annunciato di essere alla ricerca di un acquirente (o magari di un partner, ma questa sembra un’ipotesi meramente teorica) – è caratterizzata da un nuovo ciclo di fermate degli impianti, con ricorso alla cassa integrazione. siderweb ne ha parlato con l’amministratore delegato Massimiliano Burelli (nella foto di testa).

La situazione attuale dell’acciaieria ternana è determinata solo dalla carenza di commesse?

«La situazione del mercato dell’acciaio in Italia è molto influenzata dalla contingenza attuale, con impatti riportati attorno al -40%: noi negli ultimi mesi stiamo lavorando con un -30/-35% rispetto ai volumi pre-Covid-19, quindi direi leggermente meglio della media. Il fatto di aver focalizzato, correttamente aggiungo, la nostra strategia verso gli utilizzatori finali, in primis automotive ed elettrodomestici – due mercati in estrema difficoltà – non aiuta».

Mentre molti player della filiera dell’acciaio puntano a lavorare nel mese di agosto, nel tentativo di recuperare almeno un po’ del terreno perduto a causa del lungo lockdown, AST ha già annunciato almeno due settimane di fermata. I vostri indicatori sono così negativi?

«Negli anni passati abbiamo sempre fermato due settimane ad agosto, causa la nostra forte presenza sul mercato nazionale, e quest’anno faremo lo stesso. Qualora ci fosse un carico d’ordini superiore alle attese, cosa molto improbabile, sarei molto contento di mettere in discussione la durata della fermata, accorciandola. Sono poi curioso di vedere, a fine estate, quante saranno le realtà siderurgiche che non avranno fermato per la pausa estiva».

Il combinato disposto di questi elementi porta a porsi molti interrogativi sul futuro di Acciai Speciali Terni: le vostre proiezioni, per il secondo semestre del 2020, quali indicazioni danno?

«Prevediamo un mercato difficile fino all’autunno, che sarà impattato, oltre che dalla ripresa dei settori attualmente in difficoltà, anche da come si evolverà il trend di prezzo delle materie prime».

Inevitabile pensare che, anche a causa del Covid-19, il bilancio di quest’anno sarà decisamente peggiore di quello del 2019. Queste lunghe fermate non peggioreranno la situazione, portando magari ad una “svalutazione” del sito in chiave vendita?

«Il bilancio di quest’anno fiscale, come per tutte le aziende del nostro settore, sarà molto negativo a causa di perdita di ordini/clienti (vedi lockdown), bassa domanda e prezzi in caduta libera: e le lunghe fermate sono, purtroppo, qualcosa che caratterizza la nostra industria oggi, non un unicum di AST. Per quanto riguarda l’impatto dei risultati economici e finanziari negativi di quest’anno sul valore di vendita, sono fiducioso che verrà sterilizzato in quanto un’eccezionalità non ripetibile».

A questo proposito: che idea si è fatto della recente visita in Umbria del Gruppo Marcegaglia?

«L’interesse del gruppo Marcegaglia per AST ci riempie di orgoglio e ci onora: ma sono una delle aziende interessate al dossier come altre (oggi ne contiamo ulteriori tre, più altre due in via di materializzazione) ed il fatto che siano venuti a presentare il loro business model alle istituzioni ed alle organizzazioni sindacali, cosa assolutamente lecita, non costituisce un vantaggio competitivo».

FONTE-SIDERWEB

Please follow and like us:
Sede provinciale di Terni: Via Annio Floriano 5, 05100 Terni
Tel: 0744-433647 , Fax: 0744-437073, E-mail: terni@fismic.it - Powered by Deegita.com