British Steel ai cinesi: Macron blocca il salvataggio dell’Ilva d’Inghilterra

di Simone Filippetti

Si complica il salvataggio della British Steel, il colosso siderurgico inglese: i futuri padroni cinesi di Jingye sono già ai ferri corti e furiosi. Non hanno ancora praticamente messo piede a Scunthorpe, la città del nord del paese dove c’è la sede, che già sul loro capo è caduta la prima tegola: BS France, la controllata d’Oltremanica, non sarà più loro, come invece inizialmente pattuito.

Quattromila posti di lavoro

L’acciaieria di Sua Maestà, le cui ciminiere portano i nomi delle varie regine d’Inghilterra, era finita in dissesto lo scorso maggio, ma è stata soccorsa in tempo record dal governo inglese da Jingye con un assegno da 70 milioni di sterline (più un impegno a investire 1,2 miliardi nei prossimi dieci anni). Nella impoverita e grigia Scunthorpe, dove British Steel è il primo datore di lavoro e occupa 4mila persone (ma erano 25mila ai tempi d’oro, agli inizi degli anni ’70), hanno brindato all’arrivo dei cinesi, nonostante l’acciaio cinese, prodotto a basso costo grazie agli aiuti di Stato, sia uno dei colpevoli della crisi dell’acciaio inglese (ed europeo).

Per l’Ilva d’Inghilterra, dunque, si prospettava un esito felice. Ma ora la trattativa sbatte già contro un primo, grosso, ostacolo. Paradosso della Brexit, il salvataggio dell’acciaio inglese ruota attorno alla Francia. Il gruppo siderurgico britannico è proprietario anche di un impianto ad Hayange; e gli inglesi hanno bisogno dell’ok della Francia, l’odiato vicino ed eterno nemico.

L’impianto francese conteso
Ora l’amara novità appresa da cinesi è che BS France sarà venduta separatamente, e dunque coi 70 milioni sborsati, Jingye non avrà nel suo portafoglio anche l’acciaio di Hayange. Per il via libera ai francesi, il premier francese Emmanuel Macron aveva posto delle condizioni: pretendeva che Jingye avesse garantito almeno due fornitori di acciaio per l’impianto francese. Perché da lì escono i binari usati dai treni TGV, e Macron non vuole trovarsi con l’Alta Velocità bloccata per mancanza di rotaie. La scelta di sfilare l’acciaieria francese dal perimetro della cessione e di metterla in vendita separatamente è figlia delle richieste di Macron. La Francia rischia di far saltare la ciambella cinese al derelitto acciaio britannico.

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