Focus su rinnovo contrattuale e tagli fiscali

“Lavoro, lavoro, lavoro” su questo deve concentrarsi il nuovo governo denominato Conte 2 e l’attività sindacale. Ed è proprio il sindacato autonomo ad affermarlo con forza all’Assemblea nazionale nei giorni 4, 5 e 6 settembre a Torino, Roma e Napoli. Tre appuntamenti pieni di partecipazione di lavoratori ed esponenti sindacali da tutta Italia.

Al centro del dibattito dei metalmeccanici autonomi è stato posto il lavoro, sottolineata l’emergenza di intervenire sulla situazione preoccupante dell’economia reale. “Il governo di svolta deve mettere al centro della propria agenda la questione lavoro anche approfittando del respiro che i mercati finanziari stanno concedendo al nostro paese” spiega Di Maulo leader Fismic Confsal.

Diverse le tematiche affrontate, in primis la presentazione e votazione della piattaforma di rinnovo del contratto metalmeccanici, non a caso lo slogan “Ccnl, salario e diritti: nessuna discriminazione”. Un fatto importante l’elezione in segreteria nazionale di Giovanni Contento ex segretario nazionale Uilm. Focus inoltre sulla situazione politica attuale, dato che l’evento si è svolto proprio durante la risoluzione della crisi di governo iniziata durante il periodo di ferragosto.

Il rinnovo del Ccnl Federmeccanica-Assistal è un momento molto importante per i lavoratori metalmeccanici. La Fismic Confsal ritiene che avendo lo scorso contratto raggiunto un misero 32,10 euro di aumento (in quattro anni sulla media), il rinnovo debba essere caratterizzato da un forte aumento della paga base (226,79 euro sulla media pari al 12% in più), una maggiore possibilità di scelta dei lavoratori per Metasalute e welfare. Inoltre, si ritiene importante modificare i parametri per valutare la professionalità dei lavoratori, misurata attraverso le competenze esercitate e non più dalle mansioni.

Ove la piattaforma non sia accettata dalla controparte (scenario altamente possibile visto che la Fismic avanza pretese maggiori rispetto alle altre Oo.Ss. che si sono limitate a chiedere aumenti dell’8%), si tratterebbe di una discriminazione contro un sindacato che porta avanti le istanze dei lavoratori senza mediazioni politiche e non già per ragioni di rappresentatività, non essendo ancora concluso il conteggio di iscritti/Rsu iniziato quasi sei mesi fa ed essendo la Fismic firmataria di tutti i Ccnl e degli accordi integrativi attraverso la Confsal oltre che firmataria di tutti gli accordi interconfederali.

Ci troveremo quindi difronte a una violazione grave di tutte le regole che reggono il sistema di relazioni industriali del nostro Paese e contro tale sopruso la Fismic Confsal si batterà in tutti i modi garantiti dalla democrazia.

Sulla situazione politico-economica generale, il giudizio del sindacato si basa sui fatti. Difatti, da un anno il Paese vive con crescita zero o negativa, aumentano le crisi aziendali ed è in forte crescita l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. All’apparenza il numero degli occupati sfiora quello di prima del 2008, ma mancano all’appello oltre 500 milioni di ore lavorate all’anno. Sono scomparsi cioè circa 300mila posti di lavoro equivalenti, in dieci anni, una vera ecatombe a cui il prossimo governo ha il dovere di porre rimedio.

Diventa sempre più decisivo il ruolo dell’Europa e della Banca Centrale Europea. La Germania conosce la crisi di un modello di sviluppo basato sul surplus export/import, la Brexit si rivela sempre più un danno economico per gli inglesi, ma anche per l’Europa. Lo scontro Usa-Cina sui dazi coinvolge l’intero pianeta in un clima di generale recessione, l’Africa diventa sempre più un problema mondiale al pari del riscaldamento globale. La nuova governance dell’Unione europea ha il dovere di cambiare la linea politica economica, sostenendo la ripresa dei fattori produttivi con politiche espansive che agevolino gli investimenti. Allo stesso modo, anche la Bce necessita di vincolare la propria politica di investimenti diretti non solo a finanziare le banche, ma pretendendo che il basso costo del denaro sia finalizzato a finanziare le famiglie. In questo quadro la nascita del nuovo governo può essere un fattore positivo avendo superato la fase di sovranismo anti euro e anti Europa, aprendo con le autorità di Bruxelles un dialogo positivo volto a ottenere margini di flessibilità ulteriori da destinare al lavoro.

Oggi è possibile pensare a una legge di Bilancio meno austera di quella che si poteva avere a fine luglio poiché il Paese ha acquisito credibilità sui mercati finanziari e nei confronti dell’Unione europea, come dimostrato dal calo dello spread e dagli interessi sul debito pubblico. Tutto ciò, nell’immediato, significa non dover più bruciare miliardi di euro per finanziare il debito e di conseguenza avere più risorse per finanziare investimenti produttivi e infrastrutturali, welfare state e quindi riuscire a creare nuovi posti di lavoro.

Secondo il sindacato, occorre con urgenza indirizzare risorse a un taglio del cuneo fiscale che accresca il reddito dei ceti medio-bassi, bisogna aprire la seconda fase del reddito di cittadinanza finalizzandolo a politiche attive del lavoro che superi l’assistenza e creare reali opportunità di lavoro.

Prendendo in esame il provvedimento pensionistico Quota 100, è ragionevole pensare di lasciarlo invariato, ma bisogna avere bene in mente, spiega con chiarezza Di Maulo, che nel 2050 l’Italia, insieme a Grecia e Polonia, avrà più pensionati che lavoratori. Bisogna quindi favorire la nuova occupazione giovanile, oggi a livelli insopportabili soprattutto nel Sud.

Si evince che lo scenario attuale si raffigura in un reale momento di cambiamento. Se si sarà in grado di affrontarlo con tenacia, pro positività ed entusiasmo si potrà realmente piantare le basi di una società moderna, dinamica, prolifera che punta alla crescita, ma non a scapito dell’equità sociale.

Lo sviluppo di nuove tecnologie e materie sono alla base di un cambiamento radicale e prima di tutto culturale. Il settore dell’industria del nostro Paese non può permettersi di rimanere indietro. L’evoluzione dell’automotive porta a un concetto di mobilità innovativa.

Da questo cambio strutturale si pone il quesito di quale dovrebbe essere il ruolo del denaro e dei mercati nelle nostre società. La società si è spostata, quasi senza notarlo, dall’avere un’economia di mercato a diventare una società di mercato. Come spiega il filosofo statunitense Michael Sandel “Un’economia di mercato è uno strumento efficace e prezioso, per organizzare l’attività produttiva, ma una società di mercato è un luogo dove quasi tutto è in vendita. È uno stile di vita, in cui ragionamenti e i valori di mercato cominciano a dominare ogni aspetto della vita: relazioni personali, vita familiare, salute, educazione, politica, leggi, vita civile. Questo è preoccupante per due ragioni. Una ha a che fare con la disuguaglianza. Più cose i soldi possono comprare, più è rilevante la loro abbondanza, o mancanza. Se l’unica cosa cui i soldi garantissero l’accesso fossero yacht o vacanze prestigiose, la disuguaglianza non sarebbe poi così importante. Ma quando i soldi cominciano a governare l’accesso ai beni necessari per una vita decorosa, come un’assistenza sanitaria decente, una istruzione migliore, l’influenza nella politica, insomma quando i soldi decidono tutte queste cose, la disuguaglianza ha una grande rilevanza. La seconda ragione è la seguente: riguardo ad alcuni beni e attività sociali, quando subentrano ragionamenti di mercato e valori di mercato, possono cambiare il senso di queste attività ed escludere comportamenti e norme per le quali valga la pena preoccuparsi.”

Per quanto riguarda la confederazione Confsal, nei prossimi mesi la Fismic Confsal contribuirà alla creazione di case comuni di tutti i sindacati sia a livello regionale che territoriale contribuendo con grande slancio alla diffusione dell’organizzazione in tutto il Paese. Il processo importante che la Fismic Confsal sta affrontando, iniziato con il ricambio ai vertici dell’organizzazione, è quello del passaggio da un insieme di federazioni di categoria a una confederazione unita sotto un’unica bandiera, capace di costruire sintesi più grandi e forti della somma che sarebbe rappresentata dall’insieme delle federazioni. “Questo cambiamento politico sindacale è quanto avevamo auspicato da oltre quindici anni, allorquando aderimmo con entusiasmo alla Confsal. Oggi quell’obiettivo è concretamente realizzabile e la Fismic considera di primaria importanza partecipare con slancio e con passione alla costruzione di un nuovo grande soggetto politico – sindacale: la Confsal” spiega Di Maulo.

L’ Assemblea nazionale segna inoltre un processo di rafforzamento e di rinnovamento del gruppo dirigente a livello nazionale e territoriale del sindacato autonomo. Eletto a far parte della segreteria nazionale Giovanni Contento che con grande esperienza e professionalità contribuirà alla crescita della sigla sindacale dei metalmeccanici. Un nome ben noto al mondo sindacale per la lunga militanza e alta competenza. “Ho scelto di far parte della Fismic per la sua storia e i suoi ideali, avendo sempre dimostrato di voler difendere la democrazia e il lavoro. Il sindacato è partecipazione e libera circolazione di idee, non deve mai diventare proprietà privata di poche persone” spiega Contento nel suo intervento che nelle sue conclusioni sottolinea che “il sindacato è fatto di uomini, è pura partecipazione. Questo è quello che dobbiamo avere nel nostro Dna. Dimostreremo quello che siamo portando avanti la crescita dei nostri valori”.

‘Più lavoro, più salario e più diritti’ è la richiesta che il sindacato autonomo porta avanti e che si ben delinea a conclusione delle tre lunghe giornate di dibattito. Il segretario generale Roberto Di Maulo ha infine espresso un ringraziamento proprio a tutti coloro che ogni giorno sono al servizio dei lavoratori e del lavoro. Grazie al lavoro dei delegati, alla fiducia dei lavoratori e allo sforzo compiuto in questi due anni dal dipartimento formazione, la Fismic Confsal ha nuovi quadri sindacali che, con grande entusiasmo e accresciuta professionalità, contribuiscono a creare già da oggi il futuro dell’organizzazione sindacale. Bisogna però affrontare con coraggio e lealtà le sfide che si attendono e la Fismic Confsal esprime con grande forza ed entusiasmo che sarà sempre in prima linea nella difesa dei diritti e del lavoro.

https://www.fismic.it/wp-content/uploads/2019/09/030_ItaliaOggi-10-09-2019.pdf

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