Licenziamento: repechage per assunzioni stabili

In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, determinato da ragioni inerenti l’attività produttiva e l’organizzazione del (art. 3 della legge 15 luglio 1966 n. 604), il datore di lavoro che licenzia un dipendente a tempo indeterminato per giustificato motivo oggettivo non viola l’obbligo di repechage se avvia una nuova assunzione a termine prima del licenziamento (Tribunale di Romaordinanza 27 ottobre 2014).

Se la nuova assunzione “esterna” si perfeziona tramite un tipo di contratto diverso da quello del lavoratore licenziato, infatti, allora non può essere considerato motivo ostativo al repechage.

Già la sentenza 13 agosto 2008, n. 21579 della Corte di Cassazione, riconosce che l’obbligo di repechage non può essere circoscritto alla ricerca di posizioni equivalenti a quella ricoperta dal lavoratore, ma può estendersi anche a mansioni inferiori sebbene vicine alle capacità professionali del dipendente e al suo bagaglio di esperienze.

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