Pensioni e Reddito di cittadinanza: ancora novità

Il decreto su reddito di cittadinanza e pensioni è arrivato in Aula alla Camera dopo che i lavori della Commissione sono terminati evidenziando, fra le novità più rilevanti, il riscatto di laurea senza limite dei 45 anni, la pensione di cittadinanza su C/C o in contanti e la decorrenza immediata per la pensione dei precoci addetti a mansioni gravose.

Bocciati
Tra gli emendamenti esclusi, segnaliamo invece le proposte di modifica che prevedevano una nuova salvaguardia esodati, che dunque è stata respinta. In realtà si trattava di una proposta che consentiva a circa 1.300 esodati di versare fino a otto anni di contribuzione figurativa per accedere alla pensione.

Nulla di fatto neppure per l’estensione della platea degli iscritti INPGI ai comunicatori aziendali e agli uffici stampa.

Sono state respinte, infine, anche le proposte che miravano ad allargare gli incentivi previsti per le aziende che assumono titolari di RdC: il beneficio si applicherà solo in caso di assunzioni a tempo indeterminato e non di trasformazioni di contratto.

Promossi
Vediamo dunque come si configura il provvedimento alla luce delle modifiche approvate.

Partiamo dal reddito di cittadinanza, dove tra le novità più rilevanti ci sono quelle relative alle pensioni di cittadinanza: oltre che su RdC Card, la PdC potrà essere versata tramite accredito sul conto corrente o postale o pagata in contanti allo sportello nel caso in cui la somma sia inferiore ai mille euro.

Si tratta di un cambiamento rilevante: l’erogazione in contanti rende difficile il controllo sulla spesa per cui, di fatto, la pensione di cittadinanza si sottrae alle regole di fruizione del sussidio (in base alle quali, ad esempio, bisogna spendere l’intera somma entro il mese e si possono ritirare in contanti solo 100 euro al mese.

La seconda novità riguarda le famiglie con disabili gravi: accesso agevolato alla pensione di cittadinanza (se c’è un familiare con disabilità grave, può avere meno di 67 anni), paletti meno rigidi i materia di patrimonio mobiliare e scala di equivalenza più favorevole, per cui il RdC sarà un po’ più alto, circa 50 euro al mese.

Altra modifica rilevante è l’accesso al patto per il lavoro dei working poor, ovvero di coloro che, pur lavorando, hanno un reddito inferiore a quello previsto per il RdC. In questo caso, non solo è possibile l’integrazione (fino ai 780 euro al mese) che era già riconosciuta, ma è anche stabilito l’accesso alle misure collegato al RdC, quindi al patto per il lavoro (che consentirà di ricevere proposte di lavoro migliorative).

Ci sono poi le nuove norme anti furbetti. Stretta sui genitori single (devono presentare entrambi l’ISEE anche se non sono sposati né conviventi) e niente sussidio per chi possiede immobili all’estero.

Risolto il nodo navigator: saranno 3mila (non più 6mila) ma, dal 2021, sono previste altre 4.600 assunzioni per stabilizzare i precari.

E passiamo alle pensioni. E’ stato eliminato il tetto dei 45 anni di età per il riscatto agevolato della laurea, che quindi è possibile per tutti. L’importante è che non ci siano versamenti contributivi anteriori al 1996, in modo che anche con il riscatto l’intera pensione venga calcolata con il sistema contributivo.

Eliminati anche i tre mesi di finestra per la pensione anticipata con 41 anni di contributi dei lavoratori con mansioni gravose (si tratta in pratica della pensione precoci riferita però in particolare a coloro che svolgono mansioni gravose).

Per gli Statali che vanno in pensione (con la quota 100, o utilizzando qualsiasi altra forma di pensionamento), si alza a 45mila l’anticipo del TFS (trattamento di fin servizio, in pratica la liquidazione dei dipendenti pubblici).

Come detto, il testo è ora in aula alla Camera, l’approvazione è prevista entro giovedì 21 marzo, sarà poi necessario un breve passaggio al Senato per l’approvazione definitiva. Si tratta in entrambi i casi di votazioni su cui, con ogni probabilità, il Governo metterà la fiducia, per cui il testo passerà senza ulteriori modifiche.

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