Pensioni.Via libera alla rivalutazione 2014

Su un importo di 500 euro l’aumento sarà di 6 euro

Premessa – Via libera alla rivalutazione, per l’anno 2014, dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte il trattamento minimo (1.486,29 euro), precedentemente bloccati (per gli anni 2012-2013) dal decreto Salva Italia (L. n. 214/2011). L’aumento della recente Legge di Stabilità 2014 (L. n. 147/2013) sarà minimo, visto che per quest’anno si ci basa sull’aumento del 2013 fissato dal governo in via previsionale sull’1,2%, mentre nel 2013 l’aumento definitivo di perequazione automatica (basato sul 2012) è stato pari al 3% (bloccato per tutti ad eccezioni dei trattamenti fino a tre volte il minimo). La rivalutazione, in particolare, sarà all’1,2% (e quindi al 100% dell’inflazione) per gli assegni fino a tre volte il minimo per poi diminuire al salire dell’importo dell’assegno. In termini pratici, l’importo minimo di aumento per una pensione di 500 euro sarà di 6 euro al mese, mentre l’importo massimo sarà di 22,3 euro per un trattamento di 2.477 euro al mese (si recupera il 75% dell’1,2%, quindi lo 0,90%). A renderlo noto è l’INPS con la circolare n. 7/2014, chiarendo che la rivalutazione è di natura provvisoria e i valori sono quelli previsti nel disegno di legge sulla stabilità (art. 13, n. 1120/2013) e non quelli definitivi della L. n. 147/2013. 
La rivalutazione 2014 – In particolare, l’art. 12 del disegno di Legge di stabilità n. 1120/2013 aveva stabilito che per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici fosse riconosciuta nella seguente maniera: 

  1. 100% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS; 

  2. 90% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi; 

  3. 75% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi; 

  4. 50% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi e, per il solo anno 2014, non è riconosciuta con riferimento alle fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS.

Periodicità di pagamento – Quanto alla periodicità di pagamento delle pensioni, occorre adeguarsi ai criteri previsti dalla deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell’INPS n. 350 del 10 marzo 1998. Tale delibera prevede che i pagamenti di importo mensile fino al 2% del trattamento minimo del FPLD, in vigore al 1° gennaio di ciascun anno, siano effettuati in rate annuali anticipate e che i pagamenti di importo mensile eccedente il due per cento fino al quindici per cento del trattamento minimo sono effettuati in rate semestrali anticipate. Ora, considerato che l’importo del trattamento minimo a gennaio 2014 (con la perequazione provvisoria dello 1,2%) è pari a euro 501,38, e che il corrispondente 2% è pari a euro 10,0276 da arrotondare a euro 10,00, viene disposto il pagamento annuale nel caso in cui l’importo mensile delle prestazioni dello stesso soggetto abbinate per il pagamento sia minore di 10,00 euro. Mentre viene disposto il pagamento semestrale nel caso in cui l’importo mensile delle prestazioni dello stesso soggetto abbinate per il pagamento sia minore di 75 euro. Il pagamento sarà mensile in tutti gli altri casi.

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