Riforma Pensioni: Quota 100, Opzione Donna e APe Social anche nel 2021

Un vertice per stabilire l’agenda e fissare i criteri di massima, che prevedono una riforma organica del sistema previdenziale e, nel frattempo, la continuità degli strumenti attualmente in vigore per la flessibilità in uscita, come la Quota 100, l’Opzione Donna, l’APe Social.

E’ il risultato dell’incontro tra Governo e Sindacati sulle pensioni del 28 luglio.

Fra le altre cose, si parla della proroga di APe Sociale (anticipo pensionistico per determinate categorie di lavoratori, con 30 o 36 anni di contributi) e Opzione Donna (pensione anticipata per le donne, che richiede un requisito di età e almeno 35 anni di contributi, con ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale), staffetta generazionale e contratto di solidarietà espansiva.

La Quota 100 (uscita anticipata con 38 anni di contributi e 62 anni di età introdotta dalla manovra 2019 in via sperimentale per un triennio), ha sottolineato Catalfo, resterà in vigore fino a naturale scadenza, (fine 2021). Il 16 settembre, invece, parte il dibattito sulla riforma pensioni vera e propria «che avrà come pilastri maggiore equità e flessibilità in uscita e una pensione di garanzia per i giovani». Lo strumento a cui il Governo pensa è una legge delega.

Cgil, Cisl e Uil salutano positivamente la riapertura del tavolo pensioni, e sottolineano a loro volta come il dibattito sia destinato a proseguire su due binari: le misure da attuare subito, anche in considerazione delle nuove fragilità determinate dall’emergenza Covid 19, e l’impianto della riforma che ha un orizzonte temporale più lungo, al 2022.

«Ci auguriamo che il confronto possa portare dei risultati concreti nell’immediato e che possa, una volta terminata la sperimentazione di Quota 100, ridefinire un sistema pensionistico più equo – sottolinea il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini -. Un sistema che valorizzi il lavoro delle donne e di cura, che consideri i lavoratori discontinui e coloro che svolgono un lavoro gravoso o usurante, i lavoratori precoci, che promuova l’adesione alla previdenza complementare e introduca per i più giovani una pensione contributiva di garanzia».

Nell’immediato, «va garantita un’uscita anticipata allargando alcuni requisiti, legati all’APe Sociale e ai precoci, a chi è disoccupato, invalido o a chi svolge lavori particolarmente esposti al virus». Sono allo studio strumenti di flessibilità per accompagnare le persone dal lavoro alla pensione, a fronte di crisi o ristrutturazioni aziendali, per favorire l’assunzione di giovani, c’è l’impegno a verificare la situazione esodati.

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