Rivoluzione Thyssenkrupp: taglia 6mila posti e quota gli ascensori

L’addio alla fusione con Tata sconvolge il futuro di Thyssenkrupp, soprattutto dei suoi dipendenti. Il colosso dell’acciaio tedesco ha annunciato in una nota congiunta con Tata Steel di aspettarsi “che la Commissione europea blocchi la joint venture pianificata”. L’operazione era considerata come un elemento chiave della ristrutturazione aziendale pianificata di ThyssenKrupp: i due partner dopo lunghe trattative nel giugno 2018 avevano deciso di unire le loro linee di acciaio europee. La fusione avrebbe costituito il secondo gruppo siderurgico europeo circa 48.000 impiegati e stabilimenti in Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi.

Senza la fusione, il gruppo industriale ha detto di dover tagliare 6.000 èosti di lavoro in tutto il mondo. Di questi, quasi 4.000 sono in Germania: sta preparando un “nuovo programma” di ristrutturazione che potrebbe includere anche licenziamenti, ha detto il ceo Guido Kerkhoff nel corso di una conference call. La fusione prevedeva un taglio di 4mila posti, la metà dei quali in Germania.

Senza l’operazione, ora Thyssenkrupp si aspetta una perdita netta nel 2018/2019 rispetto a un profitto annunciato in precedenza. La conglomerata tedesca sta ora pianificando la quotazione in Borsa delle sue attività degli ascensori, abbandonando l’idea di scindere in due entità separate la sua conglomerata storica. L’idea della quotazione degli ascensori ha scaldato il titolo in Borsa, arrivando fin quasi al +20%.

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