Taranto, crisi nell’appalto ex Ilva: rischio 200 licenziamenti, il 4 ottobre incontro a Bari

Si terrà venerdì 4 ottobre, alle ore 15, presso la Presidenza della Regione Puglia, a Bari, la riunione della Task Force per l’occupazione in merito alla vertenza dei lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto. In particolare, si affronterà la questione dei 201 lavoratori della ditta Castiglia (pulizie industriali) che ha perso l’appalto e ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che terminerà il 7 ottobre. Questi lavoratori, con il cambio di appalto, dopo essere stati inquadrati per molti anni di servizio come metalmeccanici, ora rischiano di perdere il posto di lavoro o di essere riassunti a condizioni peggiorative (con trasformazione del contratto metalmeccanico in multiservizi).

«Affronteremo il problema – sottolinea in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino – insieme al presidente della Task force Leo Caroli, ai rappresentanti dell’ArcelorMittal, dei sindacati e delle nuove aziende appaltanti». Il cambio di contratto «è una condizione inaccettabile – aggiunge – per dei lavoratori che di fatto hanno mansioni specifiche, occupandosi di pulizia industriale degli impianti, che non hanno garanzie, poiché privati anche della clausola di protezione sociale. La Regione Puglia è al fianco di questi lavoratori ai quali deve essere garantita continuità e tranquillità lavorativa nel rispetto di diritti acquisiti: occupazione e relativa retribuzione».

Sit-in questa mattina davanti al Municipio di Taranto di una ottantina di lavoratori della ditta Castiglia, che ha già annunciato un provvedimento di licenziamento collettivo per 201 dipendenti su 264 in seguito alla perdita dell’appalto delle pulizie industriali nello stabilimento siderurgico ArcelorMittal a favore di altre cinque aziende subentrate nel servizio. La procedura scade il 7 ottobre. Poco più di 60 lavoratori, in base alla clausola sociale, saranno riassunti alle stesse condizioni con il contratto multiservizi, gli altri hanno il contratto metalmeccanico e dunque o passeranno alle nuove aziende a condizioni peggiorative con il contratto multiservizi o perderanno il posto.

I rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno incontrato il vice sindaco Paolo Castronovi, a cui hanno chiesto di interloquire con il Mise e le altre parti interessate alla vicenda e chiedere un intervento a tutela di tutti i lavoratori. “Questo dell’appalto – osserva il vice sindaco – è l’ennesimo schiaffo che la città ed i lavoratori ricevono da ArcelorMittal. Assistiamo a cambi d’appalto che non garantiscono la continuità lavorativa e che comprimono sempre di più i salari ed i diritti dei lavoratori di Taranto e provincia. Abbiamo più volte tentato di costruire – dice infine Castronovi – un rapporto di leale collaborazione con l’azienda ma abbiamo verificato che, buoni propositi a parte esternato a parole, non è volontà comune. Noi continueremo a fare fino in fondo la nostra parte nel difendere i diritti della città e dei suoi cittadini in ogni possibile modalità garantiscano le norme».

(di Mimmo Mazza)

Il tempo è scaduto: da oggi ogni giorno potrebbe essere quello utile per avviare i licenziamenti dei 200 dipendenti della ditta Castiglia, da ieri fuori dal sistema delle forniture per ArcelorMittal, la multinazionale che dall’1 novembre scorso gestisce lo stabilimento siderurgico di Taranto.
I lavoratori delle ditte dell’indotto ieri hanno sciopero per 24 ore nell’estremo tentativo di scongiurare i licenziamenti o le riassunzioni a condizioni peggiorative in seguito al passaggio a 5 nuove aziende degli appalti per pulizie industriali, civili, trasporti e servizi. Il personale dichiarato in esubero da Castiglia dovrebbe essere assorbito dalle aziende subentranti a seguito di nuovo appalto ma queste ultime hanno formulato ai sindacati una proposta che è stata respinta perché riguarda solo una parte del personale e a condizioni contrattuali diverse. I sindacati attendono a breve una convocazione dalla task force regionale per l’occupazione, che potrebbe avocare l’intera trattativa. Oggi potrebbe esserci un nuovo presidio di protesta davanti al municipio di Taranto.

Ieri, intanto, l’Unione Europea ha pubblicato e attuato la revisione delle misure di salvaguardia del settore siderurgico. Il nuovo assetto del contingente esente da dazi doganali stabilizzerà meglio i flussi commerciali contenendo la concentrazione delle importazioni da determinati paesi esportatori. Secondo il direttore generale dell’Associazione europea dell’acciaio, l’Eurofer, Axel Eggert «la maggior parte del settore siderurgico è ancora in fase di compressione, ostacolato da insostenibili pressioni all’importazione. Pressione che non diminuirà, nonostante le modifiche apportate ora». «Il settore siderurgico è tornato in acque mosse, la domanda sta diminuendo e le importazioni sono ancora a un livello molto elevato» ha aggiunto Eggert. «L’industria siderurgica europea ha subito una serie di battute d’arresto negli ultimi anni. Il mercato dell’Ue non è ancora completamente tornato indietro dalla crisi economica del 2008 e ciò che è cresciuto è stato, in larga misura, assorbito dalle importazioni».

Sempre ieri, è stato raggiunto un accordo tra Regione Puglia e organizzazioni sindacali per l’avvio dei corsi di formazione, con relativo sostegno al reddito, per i circa 1700 lavoratori del siderurgico di Taranto dichiarati temporaneamente in esubero nel passaggio dell’azienda ad ArcelorMittal e rimasti in capo all’Ilva in amministrazione straordinaria in cassa integrazione straordinaria a zero ore. «Il bando per l’accreditamento degli enti di formazione – informano in una nota Fim, Fiom e Uilm a conclusione dell’incontro che si è svolto oggi negli uffici della Regione con l’assessore alle Politiche del Lavoro Sebastiano Leo – sarà operativo a fine settimana, dunque emanato definitivamente. Inoltre, l’indennità di frequenza sarà pari a 6 euro l’ora e non le precedenti 2,50 euro pro-capite annunciate nella scorsa riunione. Il pacchetto formativo sarà da intendersi per un numero di ore pari a 210, con un catalogo di dettaglio contenente tutti i vari profili e qualifiche ampliati rispetto al passato. Elevato anche il numero di enti di formazione nelle varie province». L’avvio dei corsi, aggiungono i sindacati, «avverrà entro il mese di novembre 2019. Quanto raggiunto oggi rappresenta un passo fondamentale per l’accrescimento delle competenze e l’aggiornamento delle capacità professionali per consentire a tutti questi lavoratori il reimpiego nel contesto lavorativo così come previsto dall’accordo del 6 settembre 2018, non trascurando il sostegno al reddito».

Falsa partenza, infine, nel processo per la morte dell’operaio Ilva Alessandro Morricella, deceduto nel giugno 2015 a seguito delle gravi ustioni riportate in un incidente avvenuto nell’altoforno 2, impianto proprio per quell’incidente sottoposto a sequestro dalla magistratura. Un difetto di notifica ha fatto slittare la prima udienza, in programma ieri, al prossimo 3 dicembre.

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