Tutti i modi andare in pensione nel 2020 e 2021

Tutti i modi che permettono di andare in pensione nel 2020 e 2021, con le attuali regole e le misure preannunciate per il prossimo anno.

Nel 2021 è prevista una riforma previdenziale che, per almeno un anno, manterrà tuttavia alcuni degli strumenti attualmente in vigore per la flessibilità in uscita, come Quota 100, Opzione Donna e APe Social. E’ il risultato del primo vertice dello scorso 28 luglio tra Governo e sindacati, che si incontreranno nuovamente l’8 settembre per definire un pacchetto di interventi da inserire nella prossima legge di Bilancio 2021.

Dunque, in tema di Riforma Pensioni, da qui al prossimo anno il quadro resta sostanzialmente invariato rispetto a quanto introdotto dalla Legge di Stabilità 2019 e dal decreto Quota 100 del 2020. Obiettivo: garantire nel medio periodo che i lavoratori fruiscano delle formule di uscita agevolata dal mercato del lavoro, ancor più dopo una congiuntura così difficile come quella causata dal Coronavirus.

Vediamo dunque quali sono tutti i modi per andare in pensione nel 2020 e 2021: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, Quota 100, Precoci, lavori usuranti e gravosi, APe e cumulo contributivo.

Pensione di vecchiaia

Chi raggiunge nel corso del 2020 il requisito dei 67 anni di età (innalzato rispetto ai precedenti 66 anni e 7 mesi) ed abbia versato almeno 20 anni di contributi maturerà il diritto alla pensione di vecchia. Un diritto che scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, o di quello in cui viene raggiunto anche il requisito di anzianità assicurativa e contributiva, nel caso in cui alla data del compleanno non risultassero già soddisfatti.

Lo scatto di cinque mesi non si applica ai lavoratori addetti alle mansioni gravose con almeno 30 anni di contribuzione che, pertanto, potranno andare in pensione con 66 anni e 7 mesi.

I lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, se aventi diritto, potranno dunque andare in pensione, previa domanda da presentare all’Ente previdenziale.

Per ricevere la pensione di vecchiaia è necessario cessare il rapporto di lavoro dipendente, ma non l’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione anticipata

Il Governo ha bloccato retroattivamente l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per la pensione anticipata scattato il 1° gennaio 2019 in base a quanto previsto dalla Legge Fornero (la Riforma delle Pensioni 2011). Pertanto nel 2020 si va in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, con:

  • 42 anni e 10 mesi  di contributi gli uomini (contro i 43 anni e tre mesi della Legge Fornero);
  • 41 anni e 10 mesi le donne (contro 42 anni e tre mesi).

Tuttavia è previsto un sistema di finestre: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici.

Pensione anticipata contributiva

Se non si è raggiunta l’età per la pensione anticipata ordinaria, si può esercitare l’opzione per la pensione anticipata contributiva purché non si abbiano contributi antecedenti il primo gennaio 1996. I requisiti: 64 anni, almeno 20 anni di contributi effettivamente versati (obbligatori, volontari o da riscatto) e assegno maturato di almeno 2,8 volte il minimo (comma 11, articolo 24, dl 201/2011).

La pensione con calcolo contributivo è riservata ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996, oppure è una opzione esercitabile per i lavoratori con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, purché abbiano anche 15 anni di contribuzione versata, di cui 5 successivi al 1995.

Pensione usuranti

Per gli impiegati in lavori usuranti la legge prevede la possibilità di andare in pensione in maniera anticipata rispetto agli altri lavoratori. Ogni anno sono circa 6 mila i potenziali beneficiari della pensione anticipata per lavoro usurante. Le mansioni usuranti sono quelle previste dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

Per accedervi, per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018, viene richiesto di aver svolto una o più delle attività usuranti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci.

Ai lavoratori usuranti dal 2019 al 2026 viene inoltre richiesto di rientrare nella quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Pensione precoci

Agevolazioni in tema di accesso alla pensione anticipata vengono riservate anche ai lavoratori precoci che possono lasciare il lavoro maturando 41 anni di contributi, quota 41, a prescindere dalla età anagrafica. L’assegno viene calcolato con il sistema misto.

Per lavoratori precoci si intendono coloro che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi.

Per andare in pensione, i lavoratori precoci che maturano i requisiti nel 2020 devono produrre una doppia domanda all’INPS, una per la verifica dei requisiti (scaduta lo scorso primo marzo), l’altra per l’accesso alla prestazione vera e propria.

La decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione gravosi

Per i lavoratori impiegati in mansioni gravose le agevolazioni previste in tema di accesso alla pensione prevedono il possesso di questi requisiti: 66 anni e 7 mesi di età, oppure 41 anni e dieci mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (per questa categoria non è scattato l’adeguamento alla speranza di vita). Per mansioni gravose si intendono quelle riportate nell’allegato B del decreto ministeriale di cui all’articolo 1, comma 153, legge 205/2017.

Per accedere alla pensione anticipata per lavori gravosi è necessario allegare alla domanda INPS:

  • la dichiarazione del datore di lavoro attestante i periodi di svolgimento delle mansioni gravose rese alle proprie dipendenze, il contratto collettivo applicato;
  • il livello di inquadramento attribuito;
  • le mansioni svolte;
  • il relativo codice professionale ISTAT, ove previsto.
Quota 100 privati

Ancora per il 2020 e 2021 c’è è la possibilità per i dipendenti privati di accedere alla pensione anticipata con quota 100. Tale requisito si perfeziona al raggiungimento di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Anche in questo caso è previsto il sistema delle finestre per l’accesso alla pensione:

  • chi matura i requisiti può accedere alla pensione dopo tre mesi.
Quota 100 statali

Anche i dipendenti pubblici possono anticipare la pensione con la quota 100. I requisiti richiesti sono gli stessi dei dipendenti privati ma si devono attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti.

Per il settore scolastico e Afam resta ferma anche per il 2020 e 2021 la decorrenza della pensione al 1° settembre (1° novembre Afam) dell’anno in cui vengono raggiunti i requisiti pensionistici. A tal fine chi matura i requisiti per la quota entro il 31 dicembre 2021 può presentare domanda di dimissioni entro il 28 febbraio prossimo, per andare in quiescenza dal 1° settembre/novembre dell’anno venturo. Stessa cosa è avvenuta per il 2020.

Opzione Donna

L’Opzione Donna permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi. L’assegno previdenziale in questo caso viene ricalcolato con il solo criterio contributivo.Vengono incluse anche le nate nel 1960 e anche in questo caso, non si applicano gli scatti delle aspettative di vita. La decorrenza della pensione viene posticipata di 12 mesi (18 per le autonome).

La misura è stata rinnovata nel 2020, allargando quindi “di un anno” la platea delle beneficiarie. Per il 2021, le anticipazioni del Ministro Nunzia Catalfo prevedono un ulteriore slittamento annuale.

APe Sociale

Prorogata di un anno, al momento l’APe sociale, resta in vigore fino al 31 dicembre 2020. Ma c’è a previsione di estensione al 2021.

Si tratta di un trattamento finanziato dallo Stato che consente di accedere alla pensione anticipata a costo zero ma solo a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Questo significa che hanno diritto all’indennità sostitutiva coloro che maturano il requisito entro il 31 dicembre.

La prestazione dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Requisiti: almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni o 36 anni a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Cumulo contributivo

Per raggiungere i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione è possibile fruire del cumulo gratuito dei contributi previdenziali versati in più gestioni, per ottenere un assegno unitario. Una possibilità alla quale possono accedere potenzialmente circa 50mila lavoratori l’anno. Nel cumulo possono confluire anche i contributi versati alle casse dei professionisti ad eccezione del caso in cui si debba raggiungere il requisito contributivo di 38 anni per la quota 100.

 

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